I consumi rappresentano uno dei principali driver di crescita economica di un paese. Numerosi economisti sostengono che il livello di spesa delle famiglie sia un indicatore del benessere di un paese addirittura più significativo del PIL, dal momento che la soddisfazione dell’individuo deriva dal consumare piuttosto che dal produrre.
Da un punto di vista prettamente macroeconomico, l’andamento dei consumi contribuisce a spiegare in che fase del ciclo economico si trova un paese.
Storicamente, un aumento costante dei consumi a livello nazionale è sempre stato seguito da una crescita economica altrettanto proporzionale, o in alcuni casi più che proporzionale. È il caso degli Stati Uniti negli anni 1970-1990, periodo in cui tale variabile è cresciuta ad un tasso medio annuo del 9%, stimolando una crescita del PIL di circa 6 volte; anche la Cina negli anni 1980-2000, ha fatto registrare un tasso medio annuo di crescita dei consumi del 10%, ed un PIL che ha raggiunto 1211 miliardi di dollari partendo dai 191 iniziali.
Tale trend è molto più evidente durante le fasi di sviluppo iniziale di un’economia, per poi avere un impatto via via più marginale man mano che l’economia si consolida. In altri termini, mercati giovani, come i Mercati di Frontiera, continueranno a beneficiare di questo fenomeno per i prossimi 10-15 anni. Nel periodo 2000-2020 infatti sono stati caratterizzati da un tasso di crescita medio dei consumi dell’8.44%, più alto del 7.27% degli Emergenti e più del doppio rispetto al 3.88% degli Sviluppati.