Mercati di Frontiera – Il vantaggio demografico

L’evoluzione demografica di un paese, come abbiamo visto nella precedente newsletter, rappresenta il motore principale di crescita economica. Un tasso di crescita sostenuto della popolazione porta, nel lungo periodo, ad un aumento non solo dei consumi e quindi della domanda interna, ma anche della produttività rafforzando l’economia nazionale.

Un’evidenza storica di questo legame può essere trovata sia nei paesi sviluppati che nei paesi emergenti.

Nel ventennio che va dal 1960 al 1980 i paesi che attualmente compongono l’Eurozona, con un tasso di crescita demografico medio dello 0.66% annuo, hanno registrato un aumento del PIL di circa il 13% medio annuo.

Nei successivi 20 anni, dal 1980 al 2000, il tasso di crescita annuo della popolazione nei paesi dell’Eurozona si è più che dimezzato (intorno allo 0.3%), con una conseguente riduzione della crescita media annua del PIL a 4.7%. Di contro i paesi emergenti, come la Cina, hanno avuto nello stesso periodo uno sviluppo significativo e costante in termini demografici (tasso medio annuo di crescita della popolazione 1.2%) che ha fortemente contribuito alla successiva crescita economica (tasso di crescita annuo medio del PIL intorno a 11%).

Attualmente i Mercati di Frontiera fanno registrare tassi di crescita demografica tra i più alti al mondo con una media annua intorno all’1.5%. Questo rappresenta uno dei driver principali di sostegno alla crescita economica come già accaduto per i mercati sviluppati ed emergenti.

Fonte: World Bank